Voilà – un raccontino per cominciare

“Non farci caso, è innocuo”

Era questo il commento che, classicamente, accompagnava ogni sua esibizione, era stato ormai ripetuto talmente tante volte che, a un certo punto, qualche buontempone, cominciò a chiamarlo così, Nonfarcicaso, tutto attaccato. Da allora quel nome gli era rimasto appiccicato addosso e ora tutti lo chiamavano in quel modo o, più brevemente, Nonfa.

Era l’esibizionista del quartiere, ma era ben voluto da tutti. Primo perché era il figlio di due bravissime persone che, per tutta la loro vita si erano sempre comportate benissimo aiutando, nel loro piccolo, chiunque fosse bisognoso, e secondo perché era un esibizionista timido.

Sì, timido, pur sentendo l’impulso irrefrenabile di mostrarsi a tutti, aprendo l’impermeabile e urlando “Voilà!”, era però restio a esibire le parti più intime e indossava perciò sempre le mutande.

Spesso, in inverno, lo si trovava al bar dell’angolo, intento a bere una bevanda calda che qualche buon cuore gli aveva offerto impietosito al vederlo gelare al freddo nella sua “divisa”.

Certo, alcune volte gli era capitato che, qualche estraneo del quartiere, prendendo con poco spirito la sua performance, lo riempisse di botte. Ma ormai era molto difficile, Nonfa si appostava nel centro dei giardini pubblici e, per ovviare ai suddetti inconvenienti, gli era stato creato intorno un cordone protettivo che avvisava i passanti occasionali e i nuovi arrivi della sua presenza. Di giorno la ronda era composta dai pensionati che si ritrovavano a godersi l’aria aperta, la sera erano invece le compagnie dei ragazzi, che li avevano il punto di ritrovo, a esercitare quel compito.

Tutto andava in questa maniera da anni quando nel quartiere arrivò Luxuria, esemplare professionista del mestiere più antico del mondo.

La fila sempre presente davanti al citofono del suo appartamento e il peculiare abbigliamento che Nonfa poteva apprezzare durante i momenti in cui, staccando da lavoro, Luxuria si recava a fare la spesa o a depositare i versamenti in banca, agitarono qualcosa nell’animo del Nonfa.

Il nostro decise quindi di cambiare per una volta le sue abitudini e di appostarsi sulla strada che dalla banca portava alla casa di Luxuria.

Attese con pazienza il suo arrivo e, quando giudicò adatta la distanza, si esibì nel suo miglior “Voilà!”.

Lei rimase immobile per qualche istante, intenta a studiarlo mentre si portava l’indice all’angolo della bocca, poi emise la sua sentenza.

-Quelle mutande bianche non vanno per niente bene caro. Qualcuno potrà anche averti detto che il bianco ingrossa è vero, ma l’effetto globale che ha su di te, abbinato al colore di quell’impermeabile, è quello di uno che ha dimenticato per sbaglio di mettersi i pantaloni. Per stupire veramente devi essere più audace. Ti ci vuole un leopardato! Vieni su da me, dovrei averne uno della tua taglia che un cliente una volta ha dimenticato-

L’effetto di quelle parole sul Nonfa fu devastante. Finalmente qualcuno, e per giunta un esperto del settore, che prendeva con la dovuta serietà la sua esibizione!

Certo era stata critica, ma si capiva che lo faceva per il suo bene.

Salì nell’appartamento con lei e rimase a cena. Parlò quasi sempre Luxuria, anche perché oltre al “Voilà!” Nonfa era un uomo che non amava chiacchierare. Fu prodiga di consigli, gli mostrò come migliorare la camminata, la posa migliore in cui rimanere una volta aperto l’impermeabile e, molto importante, come rendere più efficace l’apertura stessa ampliando e rendendo più sciolto il gesto.

Poi gli narrò della sua triste storia, era una storia molto triste disse, piena di eventi tragici e dolorosi da ricordare, talmente dolorosi che, raccontò lei, a un certo punto per non soffrire più aveva deciso di scordarseli. Così ora non poteva raccontargli con esattezza la propria storia, ma poteva assicurargli che si trattava di una storia molto, molto triste.

Quelle parole toccarono il cuore del Nonfa sino a farlo piangere. Fu così che, tra la gratitudine per i suoi consigli, la compassione per la sua triste storia e la naturale affinità che sentiva con lei, Nonfa s’innamorò.

Tutti furono felici di quella storia d’amore, Nonfa sembrava molto più contento e inoltre, a detta di molti, le sue esibizioni erano enormemente migliorate.

Il giorno del matrimonio ci fu un’enorme festa, tutto il quartiere era in piazza quando il parroco, che aveva saputo vedere, oltre le apparenze, alla bellezza dei loro cuori, benedisse l’unione e augurò loro ogni felicità.

Così ora non è infrequente vedere verso sera qualche distinto signore uscire furtivamente dal portone del loro palazzo, dirigersi con aria preoccupata verso il parco, avvicinarsi a Nonfa e dire:

-Sua moglie le manda a dire di rincasare, ha finito di lavorare e la cena sarà pronta tra poco-

Lui, allora, sorride allo sconosciuto e, aprendo l’impermeabile, risponde:

-Voilà!-

Licenza Creative Commons
Voilà di Davide Piccirillo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at https://piccoliscritti.com/2014/06/17/voilla-un-raccontino-per-cominciare/.

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