Amare

«Vorrei riuscire ad amarti» gli dico.

Lui indietreggia, guardandomi spaventato con quei suoi enormi occhi azzurri.

«Non devi avere paura di me» cerco di tranquillizzarlo «voglio solo amarti»

Evidentemente la prospettiva non lo rende felice, e il ragazzo si volta, procedendo a passi veloci lungo il pontile.

“Perché succede sempre così?” penso “perché non vogliono che li ami?”

Accanto a me Gloria scuote la testa, ridacchiando a bassa voce.

«Quand’è che capirai?» mi chiede «Non è così che devi comportarti, devi essere più decisa. Non dire che li ami, fallo!»

Capelli biondi, occhi verdi e fisico atletico, mia sorella non mi somiglia per nulla. Lei, con il suo vestito bianco e il cappello di paglia a tesa larga, sembra uscita da una rivista di moda, mentre io, con il mio corpo basso e massiccio, avvolto da almeno una quindicina di chili di troppo, somiglio alla cassiera di un supermercato che ha appena terminato un turno massacrante.

«Non è mica così facile, gli uomini si spaventano quando dico “Ti amo”»

«Umph, è perché lo carichi troppo di significato, devi essere più naturale. Ti mostro io come si fa» continua lei «Impara.»

La vedo chinarsi sulla mia cassetta per qualche secondo poi, una volta trovato quello che cerca, si alza con un movimento fluido e si avvicina a un ragazzo dal fisico atletico intento a farsi un selfie col tramonto come sfondo.

«Permetti?» gli dice «Vuoi che ti scatti io la foto? Così verrà meglio e potrai far ingelosire la tua ragazza»

Il giovane sorride, lusingato dall’interesse di Gloria, e risponde:

«Non ho una ragazza»

«Ottimo» commenta lei, lanciandogli uno sguardo complice.

«Forza, dammi il cellulare» dice poi, avvicinandosi e, nello stesso tempo, lanciandomi una rapida occhiata.

Ecco, ha deciso di entrare in azione. Ora mi mostrerà come si ama!

Cautamente mi avvicino, per riuscire a scorgere meglio le mosse della maestra e per cercare di imparare quanto più posso della sua tecnica.

Si accosta sorridendo al giovane, la mano sinistra tesa verso il telefono e la destra infilata con naturalezza nella tasca del vestito.

Lui, fa un passo verso di lei, il sorriso sempre stampato sul volto e lo sguardo di un uomo che ha vinto la lotteria.

Succede tutto a velocità straordinaria.

Gloria gli afferra il braccio con la sinistra, e lo tira verso di sé.

Lui, sentendo il contatto e vedendo che si avvicina, piega leggermente la testa di lato, preparandosi a un bacio.

La mano destra di lei sale a sfiorare la guancia del ragazzo.

E poi l’ama.

Infilando l’affilata punta dell’amo nella morbida guancia del giovane con una mossa abile.

Lui lancia un urlo acuto, mentre noi due ci affrettiamo a correre lungo il pontile fino a arrivare alla macchina.

«E’ così che si fa» spiega mia sorella, con appena un cenno di fiatone dovuto alla corsa «Devi essere veloce e decisa. Oltretutto in questo modo eviti anche che rimanga la cicatrice»

Io annuisco convinta, mentre metto in moto la macchina e cerco di allontanarmi il più possibile dalle urla del giovane playboy.

«In ogni caso, a quanto siamo?» chiede lei, come se non lo sapesse meglio di me.

«Sette a zero per te» rispondo depressa.

«Ah già, è vero» dice lei, un sorriso sornione sulla faccia.

NdA: Questo racconto originariamente vedeva come protagonisti due uomini ma, visto quello che succede ultimamente, ho pensato fosse meglio cambiare.

Fonte immagine: sito http://www.be2.it

Licenza Creative Commons
Amare di Davide Piccirillo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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