Scelte

 

Il letto è sommerso dai vestiti. Paola li osserva e, ancora una volta, si domanda come sia possibile che una serie di capi ordinatamente piegati, possa originare un tale casino.

La valigia, posta al centro del lato sinistro del letto, sembra diventare sempre più piccola davanti ai suoi occhi.

«Devo scegliere cosa portare via» pensa «Ma è così difficile!»

“Il maglione di lana. Ecco, questo potrei lasciarlo. Ma se poi c’è una giornata di brutto tempo? Che faccio, mi prendo una polmonite? No. Il maglione viene con me. L’abito lungo. Forse me ne basta uno. Massimo due. In fondo è solo una settimana. Però è un hotel di lusso, e noi abbiamo prenotato la pensione completa. Tutte le sere mangeremo al ristorante dell’albergo, insieme agli altri clienti. Posso farmi vedere sempre con gli stessi abiti? Farei la figura della poveraccia. No. Gli abiti devono essere almeno sette, come le serate.

Ecco, magari gli accessori. In fondo perché dovrei portarmi il ferro da stiro? Ci sarà pure un servizio di lavanderia/stireria nell’albergo. Ma chissà quanto costerà. Pino ha già speso un capitale per questa vacanza. No, no. Devo cercare di limitare le spese inutili”

Paola guarda di nuovo, sconsolata, la marea di vestiti che ha di fronte. Nei suoi occhi all’improvviso si accende una luce determinata, mentre le piccole labbra si stringono con fare deciso.

«Devo ricominciare tutto!» dice a voce alta e con determinazione -più che altro per convincere il proprio subconscio-.

«Ci vuole ordine! In fondo non posso farmi mettere in crisi da una valigia!Basta procedere con metodo»

 

Il sole splende sopra le palme che circondano la piscina, posta proprio di fronte alla loro finestra. Pino si riempie i polmoni di quell’aria calda e profumata di mare e, con un sorriso stampato sulla faccia, grida verso la moglie, che, in bagno, si sta asciugando dopo aver fatto una doccia.

«Hai visto dove ti ho portato? Che posto! Sai che ti dico? Adesso mi metto il costume e mi tuffo in piscina!»

Si guarda intorno alla ricerca della valigia, la prende, la mette sul letto, la apre e inizia a frugare al suo interno. Per prima cosa tira fuori un maglione di lana.

«Ma che?! Ti sei portata un maglione? Ai Caraibi? Ma sei matta?»

«E questo cos’è?» esclama stupito.

Solleva il ferro da stiro tenendolo per il filo, simile a un cuoco che osserva schifato un topo

caduto nella zuppa.

«Oddio. Anche il ferro da stiro… Ci credo che questa valigia pesava un accidente»

«L’ho sempre detto che non sai fare le valigie. Non riesci mai a scegliere cosa lasciare a casa. E’ per questo che volevo esserci anch’io. Ma tu: “No, non è necessario, faccio da sola” E questo è il risultato!» borbotta scuotendo la testa.

«Vabbè, non devo rovinarmi la vacanza, prendiamo ‘sto costume e dimentichiamoci tutto tra un tuffo e un bicchiere di Mojito… Ma dove?… Paola, Paola dove hai messo i miei costumi? Qui vedo solo roba tua… Non vedo nemmeno i pantaloni… O le camicie…-

«Paola» sussurra con una nota di terrore nella voce, una volta finito di esplorare il contenuto della valigia «Dov’è la mia roba?»

Lei esce dal bagno con lo sguardo puntato verso il pavimento e, allargando con fare sconsolato le braccia appena visibili tra le maniche dell’accappatoio, risponde:

« Non c’era posto per tutto…»

 

 

 

fonte immagine: viaggi.libero.it

Licenza Creative Commons
Scelte di Davide Piccirillo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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