Corpo diplomatico – parte V° (e ultima)-

«E’ tutto pronto signore» gli disse il suo assistente dai comandi del raggio antigravità.

«Bene, dov’è il mio respiratore?»

«Il respiratore signore? Non l’ho preparato. L’atmosfera di Arret è compatibile con la fisiologia umana e ho pensato non fosse necessario»

«Non m’interessa quello che pensa Safa! Ho richiesto un respiratore ed esigo che mi sia fornito. IMMEDIATAMENTE!» rispose lui infuriato.

«Certo, certo. Lo prendo subito» si affrettò a rassicurarlo l’altro.

Ento s’impose di fare un profondo respiro e di ricacciare indietro la rabbia. Sapeva di aver reagito in maniera esagerata ma non poteva farci niente, era sempre quella la sua reazione quando ricordava l’episodio più buio della sua carriera di ambasciatore.

Il primo contatto con Siren.

 

Siren era un pianeta relativamente progredito, il suo popolo aveva già compiuto dei viaggi interplanetari ma la loro tecnologia limitata non permetteva grandi spostamenti e non era entrato fisicamente in contatto con nessun’altra razza. Grazie ai loro strumenti però erano a conoscenza dell’esistenza di vita nell’universo e anche di un progressivo aumento di attività ai bordi del loro sistema solare. In pratica stavano aspettando con ansia di essere contattati, e si dimostrarono pronti all’evenienza.

Non appena la nave ambasciata entrò nel raggio dei loro sensori si affrettarono a preparare, nella piazza più grande della capitale, un immenso padiglione, e, ancor prima che la De Groot potesse trasmettere il messaggio standard di arrivo, essi risposero dando istruzioni alla nave di atterrare presso quella struttura.

Il padiglione conteneva un grande palco, davanti al quale vi erano migliaia di tavoli occupati dai più importanti esponenti di quella civiltà.

La cerimonia era trasmessa in diretta in tutto il pianeta ma dopo le prime fasi, con i relativi saluti e le presentazioni, si passò a discutere di argomenti economici e il collegamento fu interrotto, i microfoni scollegati e nei tavoli sottostanti il palco iniziò a essere servito un lauto pasto.

Scusandosi con Ento i sireniani seduti al tavolo con lui, spiegarono che a loro non sarebbe stato servito nessun cibo in quanto, non essendo a conoscenza della sua fisiologia, non volevano rischiare un involontario avvelenamento. Ento li rassicurò dicendo che era d’accordo con loro e che la prudenza non era mai troppa.

Il resto della riunione si svolse in maniera molto amichevole, man mano che passava il tempo l’ambasciatore Iohel trovava i sireniani sempre più simpatici, erano veramente delle brave persone, cordiali e allegre. A un certo punto si ritrovò a raccontar loro delle barzellette molto popolari tra i diplomatici dell’Unione, rimanendo gratificato dalle risate che sentiva intorno a se. Al momento della firma dei trattati preliminari era arrivato ormai a considerarli ottimi amici.

Al risveglio nell’infermeria della De Groot il medico della nave gli spiegò che, come effetto secondario del procedimento di digestione, l’alito dei sireniani diventava fortemente alcolico e che essendo rimasto lui per molte ore all’interno di un padiglione con migliaia di sireniani intenti a cenare, era stato vittima di una sbornia sovrumana, che aveva fortemente compromesso le sue capacità epatiche, tanto da costringere il medico a sottoporlo a una totale disintossicazione e alla rigenerazione del fegato.

Il risultato della sua ubriacatura era inoltre consistito in una serie inverosimile di concessioni da parte della Terra al pianeta Siren. Aiuti sul piano economico e tecnologico che per anni avevano gravato pesantissimi sul bilancio del suo pianeta natale.

 

Era anche per via di quella disavventura che Ento era così felice di poter fare quest’ultimo primo contatto con Arret. Non voleva che quella su Siren fosse l’ultima nota di grande importanza sul suo curriculum diplomatico.

Si portò a rapidi passi all’interno del raggio antigravità e iniziò a scendere verso il pianeta sottostante. Poco prima che le paratie della De Groot si chiudessero completamente sopra di lui sentì uno scambio di frasi tra i suoi due assistenti.

«E’ più maleducato di un Broot» stava dicendo Safa «Certe volte non riesco a capire come uno come lui possa fare il diplomatico.»

«Stai scherzando vero?» rispose Kolde «E’ il più grande diplomatico di tutti i tempi, praticamente lui è il corpo diplomatico»

Il resto della discussione divenne incomprensibile ma, mentre il nuovo mondo gli veniva incontro, Ento si trovò a pensare che Kolde avesse sbagliato verbo.

Ripensando a tutti i danni riportati negli anni, ragionò che, più che essere, lui aveva un corpo diplomatico.

Licenza Creative Commons
Corpo diplomatico parte V° di Davide Piccirillo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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