La nascita di un’idea – Prima parte –

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Era il 1953, avevo ventidue anni, ed ero nel posto più affascinante del mondo, Hollywood.

Ero arrivato da pochi giorni dal mio paesino nell’Ohio, con in tasca la lettera di presentazione del mio insegnante di letteratura, il signor Cornell, per un suo amico sceneggiatore alla Paramount e con in testa una valanga di sogni.

Mentre camminavo per Melrose Avenue come ogni nuovo arrivo avevo gli occhi spalancati:

Frank Sinatra in “Da qui’ all’eternità”; Marlon Brando nel “Giulio Cesare”; Marylin Monroe e le sue istruzioni su “Come sposare un milionario” e Tony Curtis che interpretava “Il mago Houdini” mi guardavano dai manifesti dei loro film, ed ero convinto che, da un momento all’altro, una star del cinema in carne e ossa sarebbe comparsa davanti ai miei occhi.

Anche in Dicembre il sole californiano faceva sentire la sua presenza e rifletteva sulle colonne ai lati del cancello d’ingresso della Paramount, rendendole quasi abbaglianti.

Quella era la mia meta, e a lei mi avvicinavo con prudenza, attirato e allo stesso tempo intimorito, come un fedele in pellegrinaggio nei luoghi santi.

Il cancello ad arco che costituiva l’entrata della Paramount Pictures, e che tante volte avevo ammirato sulle riviste e nei cinegiornali, era finalmente davanti a me.

Uno degli uomini di guardia, prendendomi per il solito ammiratore si avvicinò, intimandomi di sgombrare.

«Ho un appuntamento con Conrad Waltz» risposi orgoglioso dopo aver dato le mie generalità.

«Con chi?»

«Conrad Waltz» ripetei «lo sceneggiatore»

«Ah, uno scrittore, aspetta qui» disse, entrando nella guardiola per controllare alcuni fogli.

Quella frase sugli sceneggiatori fu il primo indizio che ebbi della considerazione in cui Hollywood teneva la categoria alla quale ero così desideroso di unirmi, ma, invece di notarla e di darmela a gambe, rimasi lì, incantato dall’atmosfera che respiravo.

«Come hai detto che ti chiami ragazzo?» mi urlò dall’interno del casotto la guardia mentre conversava con qualcuno al telefono.

«Colin Rand» risposi.

«Colin Rand… sì, un ragazzino bruno, sui settanta pollici, tutto pelle e ossa» lo senti dire alla cornetta «Va bene? Ok, glielo dirò»

«Puoi andare, ti aspetta nella palazzina dodici. Avanti per questa strada per circa mezzo miglio, poi gira a destra e prosegui finché non arrivi davanti al teatro diciotto, gira a sinistra e, dopo una ventina di yard, sei arrivato»

E così, sentendo i brividi correre sulla mia pelle, feci i miei primi passi all’interno dell’industria cinematografica.

Venti minuti dopo, grazie alle indicazioni di un centurione romano e di un soldato napoleonico, raggiunsi la mia destinazione.

Entrai in un ufficio spoglio, dietro la scrivania un uomo magro e stempiato, in pantaloni marroni e camicia spiegazzata, mi accolse con una stretta di mano.

«Colin?»

«Piacere signor Waltz, è un onore per me conoscerla, ho visto tutti i suoi… »

«Sì, sì, saltiamo i convenevoli, vuoi?  Sono indietro con la consegna di una scena per il nuovo film di Wilder»

«Il nuovo film?» chiesi eccitato per quella notizia in anteprima «come s’intitola?»

«Bah, non mi ricordo… un nome di donna, Rebecca? No, quello l’hanno già fatto… Sabrina! Ecco, sì, Sabrina-

«E gli attori?»

«Bogart e William Holden per i ruoli maschili, la parte femminile è della Hepburn»

«Katharine?» chiesi estasiato.

«No, Audrey, quella nuova»

«Dev’essere fantastico lavorare a contatto con simili star!» esclamai non riuscendo più a trattenere il mio entusiasmo.

«Non ci lavoro» precisò lui «Sono solo alcune pagine che mi ha richiesto uno dei dirigenti. È convinto di aver avuto un’idea bellissima e vuole mostrarla al regista. Probabilmente Wilder la leggerà e poi la butterà nel cestino. Sta lavorando lui stesso alla sceneggiatura, insieme all’autore del libro, dubito abbia voglia di inserire una fesseria come questa nel suo film»

«Capisco» risposi deluso.

Iniziavo a chiedermi che tipo di aiuto avrebbe potuto darmi quell’uomo, che sembrava lui stesso bisognoso di una raccomandazione.

«Cornell mi ha detto che ti piace scrivere e che adori il mondo del cinema. Scoprirai presto che le due cose non vanno troppo d’accordo qui a Hollywood. In ogni caso, visto che il tuo professore ha così insistito, ho provato a darmi da fare per trovarti qualcosa»

Mentre parlava aprì un cassetto della scrivania, ne tiro fuori una bottiglia di whisky e se ne servì un’abbondante dose.

«Vuoi un po’?» chiese quando si accorse che lo osservavo.

«No grazie, non bevo» risposi, pensando:

“E a quest’ora della mattina non dovresti farlo nemmeno tu”

«Nemmeno io lo facevo quando sono arrivato qua» mormorò lui con un sorriso malinconico.

«Il meglio che sono riuscito a trovare è un posto come assistente nella segreteria del nuovo film di Hitchcock. È l’ultimo film che girerà per la Warner e il controllo della direzione è più blando. Non ha nulla a che fare con il mestiere di sceneggiatore, dovrai soltanto occuparti di imbucare le lettere e di correre ovunque ti mandino. Avrai però l’occasione di vedere da vicino come si lavora e di farti un po’ d’esperienza»

Prese un foglio dalla scrivania e me lo porse.

«Tieni, qui ti ho segnato l’indirizzo cui ti devi presentare e anche quello di una pensione lì vicino. È economica ma pulita e frequentata da gente per bene. Per i primi tempi sarà l’ideale»

«Io… io non so come ringraziarla signor Waltz. Mi è stato di grande aiuto»

«Non mi ringraziare ragazzo, dubito di averti fatto un favore. Il novantanove per cento delle persone che arrivano in questa città, con il sogno di sfondare nel mondo della celluloide, se ne torna a casa dopo pochi anni con la coda tra le gambe e i risparmi bruciati. Per aiutarti davvero avrei dovuto accompagnarti di persona alla stazione e accertarmi che riprendessi il treno per Ohio. Ma sono troppo pigro per farlo, o forse mi ricordo di quand’ero anch’io giovane e sognatore»

Rimase per qualche secondo a fissare il panorama dei teatri di posa che si vedeva al di fuori della sua finestra, poi si riprese:

«Vai ora che ho da fare»

Mentre andavo verso la pensione che mi aveva indicato Waltz, camminavo a un metro dal suolo: un film con Alfred Hitchcock! Ce l’avevo fatta!

Licenza Creative Commons
La nascita di un’idea di Davide Piccirillo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at https://piccoliscritti.com/2015/04/07/la-nascita-di-unidea-prima-parte/.
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