Mese: giugno 2015

Coppa dei lettori: Serata finale

Da un po’ di tempo non aggiorno il blog, cercherò di recuperare a breve, inserendo anche la seconda parte del racconto sul cinema.

Nel frattempo, ringraziando quelli di voi che hanno votato il romanzo Roderick Duddle da me sponsorizzato (abbiamo sfiorato l’entrata in cinquina), vi racconto in breve la serata di premiazione della Coppa dei lettori di Finzioni magazine che si è svolta nel locale Santeria di Milano.

Dopo un’adeguata preparazione alcolica dei partecipanti tutti (scrittori, spettatori e organizzatori) le danze si sono aperte con la consegna del premio della critica, assegnato da Linkiesta a Michele Mari e al suo Roderick Duddle. Gli è stato chiesto, in quanto autore e docente, cosa pensava si dovesse fare per aumentare il numero dei lettori, l’autore non è sembrato molto ottimista circa la possibilità di ottenere risultati significativi ma ha detto due cose che mi sono piaciute: la prima, scrivo soprattutto perché mi diverte farlo e la seconda, se vedete dei ragazzi che leggono libri che giudicate di basso livello non tentate di consigliare libri migliori, siate felici che si divertono a leggere e sperate che col tempo i loro gusti migliorino.

c7La scena è poi passata alla vincitrice della coppa/tazza, Simonetta Sciandivasci con il suo La domenica lasciami sola, che ha divertito tutti in un dialogo con la madrina del suo romanzo. C’è stato poi il sosia di Marco Missiroli e, come gran finale, Andrea Sesta ha presentato in maniera divertentissima Francesco Muzzopappa, che ha letto un’esilarante recensione da una stella ricevuta su Amazon (ma sono sorti forti dubbi che si riferisse al suo romanzo).

Insomma una serata divertente e interessante, della quale avrete presto una relazione più completa su Finzioni magazine, che sono sicuro vi farà venire voglia di venirci a trovare di persona il prossimo anno.

 

Ah, mia moglie ha anche preso la tazza di Finzioni!!!

Un libro che mi ha fatto sentire in colpa

La Stanza Bianca

Scrivere un libro è un po’ come correre una maratona, la motivazione in sostanza è della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno.

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Quando ho iniziato a leggere L’Arte di Correre di Murakami, temevo che non mi sarebbe piaciuto. Innanzitutto, perché da tempo stavo attraversando una fase di stanca e distacco cronico da Murakami, dopo un periodo in cui avevo letto avidamente diversi suoi romanzi. Poi, perché non si trattava di un romanzo, cioè non era il tipo di testo che leggo di solito.

Poi è arrivato questo incipit:

Oggi è il 5 agosto 2005, un venerdì. Isola di Kauai, arcipelago delle Hawaii, costa nord. Il tempo è così bello che quasi viene a noia. Al momento non c’è una nuvola in cielo, non c’è nemmeno un’allusione all’idea di nuvola. Sono arrivato qui alla fine di luglio e come al solito ho…

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