Agente Atmosferico – II° parte

«Il problema è che quell’uomo non avrebbe dovuto sapere il mio nome.» sbottò Kol irritato «C’è una ragione per cui nelle grandi stazioni spaziali non si divulga il nome dell’addetto al clima. Lei, però, al suo insediamento, ha voluto rendere pubblici i dati di tutti i responsabili della stazione, nonostante le avessi espressamente chiesto di non farlo»

«Me lo aveva detto il comandante Salieri che lei era un tipo particolare. Ho diffuso i nomi proprio in previsione di evenienze come questa. Credevo che ci avrebbe pensato due volte, prima di fare dei colpi di testa del genere. Specie sapendo che avrebbe potuto pagarne le conseguenze. Ma no… lei è il signore del tempo! E allora non si lamenti se poi la gente la tratta così. La prossima volta, forse, sarà lei ad accettare i miei consigli sull’opportunità di pensare al bene della nave»

«Il bene della nave è il mio primo pensiero. E non è suo compito dirmi come svolgere il mio lavoro» ribatté stizzito Toome.

«Non si azzardi a parlarmi in questo modo!» gridò il capitano, gli occhi che quasi schizzavano fuori per la rabbia «Io sono il comandante della stazione!»

«Questo è il suo primo comando in una stazione con un parco biologico» rispose l’ufficiale climatico «mentre io gestisco questo genere di situazioni da più di dieci anni. Avrebbe dovuto prestare ascolto a quello che le dicevo. E per quanto riguarda la punizione che mi ha comminato, voglio ricordarle che gli agenti del corpo climatico sono al di fuori della sua giurisdizione e che ho il grado di comandante. Se insisterà con questo suo atteggiamento ostruzionista mi vedrò costretto a presentare reclamo presso l’ammiragliato.»

La furia negli occhi del capitano sembrò raggiungere livelli mai visti prima, ma rispose tenendo la voce bassa e sforzandosi di esibire un sorriso.

«Ha ragione comandante. Lei non rientra nel novero dei miei sottoposti. Ma la sua sicurezza sì, e il mio timore» continuò guardandolo negli occhi e inserendo un tono minaccioso nella voce «è che la prossima volta, magari, gli agenti potrebbero non riuscire a intervenire in maniera così sollecita. Potrebbero arrivare con una decina di minuti di ritardo, dieci minuti estremamente lunghi se passati tra le mani di qualche bestione infuriato. Mi sono spiegato?»

«Chiaramente» rispose Kol, poi si girò e abbandonò l’ufficio del capitano.

 

Mentre tornava verso i suoi alloggi incrociò una miriade di sguardi ostili, e ricominciò a imprecare contro l’irragionevolezza del capitano. “Piove, governo ladro” era una frase comune alcuni secoli prima e poteva essere adattata anche alla vita sulle stazioni spaziali. L’essere umano aveva bisogno di incolpare a qualcuno per lei capricci del tempo, il problema era che, normalmente, questo qualcuno non era a portata di mano.

Kol affrettò il passo verso l’ascensore che portava alle zone più basse della stazione.

«Ehi tu!» gridò una voce dietro di lui «Agente atmosferico, aspetta.»

Il cuore del comandante Toome manco un colpo, allarmato, ma fortunatamente a parlare, e a chiamarlo con quel soprannome irriverente, era stato “Jolly” Hogeran, un suo vecchio amico. Il tenente Joollan Hogeran lavorava nella sezione comunicazioni, che era vicina al suo alloggio, e lo aveva chiamato solo per chiedergli di tenere aperta la porta dell’ascensore.

«Ho sentito che oggi hai avuto una giornata movimentata» gli disse sorridendo non appena le porte si furono chiuse davanti a loro.

«Hai sentito bene» fece Kol con una smorfia.

«Certo che non ti capirò mai. Cioè, divertente dev’essere stato divertente» disse sogghignando «far scappare come gatti bagnati tutti quelle famiglie con il cestino da pic-nic. Ma cavolo! Adesso conviene che vai in giro camuffato»

Mentre il suo amico continuava a divertirsi alle sue spalle, Kol si sorprese a ragionare circa l’effettiva utilità di un travestimento, ma poi scosse la testa, irritato con se stesso: sarebbe stato patetico.

La porta dell’elevatore si aprì, lasciando entrare il sottotenente Saska Terelj, l’addetta alla sicurezza della prigione.

«Ah, tenente Terelj, sempre più affascinante» la salutò, galante, Jolly.

Alto circa un metro e novanta, biondi capelli tagliati a spazzola, occhi verdi, faccia simpatica e sorriso allegro. Il tenente Hogeran era il playboy della stazione, convinto che nessuno potesse riuscire a resistere al suo fascino.

La ragazza lo salutò con freddezza, lasciando invece scivolare lo sguardo sopra Toome. Fingendo di non notare la scortesia Kol le rivolse un breve cenno col capo.

Quella bellissima ragazza, con il suo fisico snello, i capelli neri tagliati corti, la pelle olivastra e gli occhi blu, aveva sempre avuto la capacità di ridurlo al silenzio. I due s’incrociavano spesso essendo la prigione, al pari del centro di comunicazione, sullo stesso, piccolo, livello dell’appartamento di Kol.

«Com’è andata la festa del salto?» chiese maliziosamente Hogeran «Mi sembrava di aver sentito che saresti andata col tuo ragazzo a fare un pic-nic»

Kol cercò di diventare più piccolo possibile. Ci mancava pure quella!

«E’ andata male» rispose glaciale Saska «Sai com’è, il 24 luglio ci si aspetta un tempo soleggiato. L’ideale per una giornata all’aperto. Invece è venuto giù il diluvio, manco fossimo a novembre»

Mentre Jolly lo osservava cercando inutilmente di reprimere un risolino, l’agente atmosferico si sentì in dovere di replicare.

«A dire la verità, i temporali estivi sono un fenomeno piuttosto frequente. E una delle loro caratteristiche è proprio la violenza e l’abbondanza delle precipitazioni. Di contro, c’è che durano relativamente poco.»

«Sì, durano poco.» rispose lei con aria seccata  «Ma è difficile godersi il resto della giornata se ci si è bagnati come dei pulcini!»

«Il parco è pieno di gazebo e di ripari. Sarebbe bastato rifugiarsi sotto uno di loro per qualche tempo» replicò Kol in un disperato tentativo di difesa.

«E’ quello che abbiamo cercato di fare. Solo che erano tutti strapieni e mi è toccato pure sedare un paio di risse.»

«Ahi!» s’intromise Jolly, con aria allegra «Allora hai lavorato anche nel tuo giorno di riposo»

Toome gli scoccò uno sguardo ostile: quelle affermazioni non lo aiutavano certo. Ma Hogeran era troppo impegnato a divertirsi a spese loro, per preoccuparsi di altro.

«E’ esattamente quello che mi ha detto Jul, il mio ragazzo, quando siamo tornati a casa. Sarà stata la stanchezza, o il nervosismo, ma quella che doveva essere un’occasione per rinsaldare il nostro rapporto è diventata la definitiva causa di rottura»

Un silenzio totale scese sulla piccola cabina. L’agente climatico provava sentimenti contrastanti a quella notizia, da una parte gli faceva piacere che la ragazza fosse tornata libera, dall’altra era evidente che il modo e le ragioni con cui era avvenuta quella rottura non lo mettevano in buona luce. Pensò per qualche istante alla cosa giusta da dire, ma rinunciò. Ogni suo ulteriore tentativo di giustificarsi sarebbe servito solo a peggiorare la situazione.

Fortunatamente le porte dell’ascensore si aprirono, liberandolo dalla necessità di continuare la conversazione.

Si diressero tutti verso le loro destinazioni e il sottotenente, grazie al suo passo sostenuto, li distanziò ben presto. I due uomini ebbero così la possibilità di scambiarsi ancora due parole.

«Sai una cosa? Sono proprio contento di aver fallito la prova, quel giorno. Non t’invidio, Kol» disse l’addetto alle comunicazioni, mentre si salutavano «Il tuo non è un lavoro che agevola la vita sociale. Per esempio dubito che tu e il sottotenente Terelj sarete mai buoni amici.»

Toome fece un sorriso forzato e non rispose, l’altro, ne era sicuro, aveva certamente capito i suoi sentimenti per la ragazza, e quella era un’altra frecciatina, lanciata solo per il gusto di dargli fastidio.

“Magari” ragionò Kol “Anche Jolly era tra le persone sorprese dal temporale”

Quel pensiero lo rinfrancò per qualche secondo, ma ben presto le preoccupazioni e le emozioni di quella giornata lo riassalirono e, con la mente affollata solo dalla voglia di rintanarsi in un posto sicuro, aprì la porta del suo appartamento.

 

fonte immagine:  www.reddit.com

Licenza Creative Commons
Agente atmosferico diDavide Piccirillo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at https://piccoliscritti.com/2015/12/10/agente-atmosferico-ii-parte/.

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